La storia di Laura: "Ho chiuso tutto in un cassetto immaginario, ora merito serenità"


Ci sono storie che non hanno bisogno di presentazioni. Entrano nell'anima con la forza delle parole vere, di quelle che nascono dal dolore e dalla rinascita. La storia di Laura è una di queste.

Un racconto che attraversa la paura, la rabbia, lo smarrimento. Ma anche la forza, la tenacia, la voglia di vivere. Laura ci porta dentro il mondo parallelo di chi riceve una diagnosi di cancro, e lo fa con una lucidità che toglie il fiato.

Oggi condividiamo la sua testimonianza, raccontata con la sua voce, senza filtri. Grazie, Laura, per questo dono. 💙


Una delle malattie più brutte? Il cancro!

Questa parola fa paura a tutti, a persone di ogni età e sesso. È sinonimo di morte.

Ma dietro al cancro c'è un mondo, ignoto ai più, ma ben conosciuto da coloro che lo vivono sulla propria pelle.

Pensi sempre... perché deve capitare proprio a me? Può capitare a qualcun altro... ma quel qualcun altro siamo anche noi... nessuno escluso! Purtroppo!

Quando ricevi quella notizia che non vorresti mai avere, entri in un mondo parallelo... un mondo fatto di angoscia, incertezza, debolezza, oscurità... ma non sai ancora che da quel momento la tua vita cambierà irreversibilmente. Sarà un cambiamento in negativo... in positivo... un cambiamento mentale, fisico, guarderai gli altri diversamente e ancor più diversamente guarderai te stesso, quando sarai davanti allo specchio. Ti farai delle domande, non saprai le risposte, ma le cercherai in ogni dove... chiederai a chi ci è già passato, a chi pensi ne sappia più di te, con la speranza di ricevere incoraggiamento. Cercherai su internet, sui social... insomma ovunque! E in base a ciò che troverai, sentirai un brivido oppure un po' di speranza. Ma il mattino dopo non sarai più convinto di quelle risposte e i dubbi torneranno... e poi la paura... e poi cercherai ancora...

Un incubo!

È una matassa così imbrogliata, così complessa, così intricata, non facile da sciogliere, perché ti spiazza, toglie tutte le certezze. Si inizia a non vedere più il futuro, solo l'oggi e il domani. Cosa accadrà tra un anno? Non lo so e non lo voglio sapere!

Devo pensare ad ora, a questo istante... devo pensare ai miei cari, a non soffrire e a non farli soffrire.

Che peso enorme, insuperabile, insopportabile.

Notti a piangere, giorni a guardare il vuoto, guardare le tue cose, faticosamente costruite... cosa ne faccio ora? A cosa mi servono? Ora non lo so... forse non mi serviranno più. Però fanno parte di me, quindi le terrò per chi rimane, perché possano apprezzare i miei sforzi per costruirle, per far sì che mi ricordino, quando non ci sarò più.

Ogni tanto ti fermi e spalanchi gli occhi.

Tutto è inverosimile. Un'esperienza che sembra non essere vera. Ma è reale... e ti sta devastando.

Allora capisci che sei ad un bivio: o aspetti la fine e ti chiudi in te stesso, o inizi a prendere in mano quel che resta della tua vita e inizi a darle un senso. Quindi provi a reagire, a piccoli passi, giorno per giorno. L'istinto di sopravvivenza si fa avanti. Ricominci a guardarti allo specchio, e pensi... in fondo sono ancora qua! Non so per quanto, ma sono ancora qua!

Guardando negli occhi le persone che hai intorno, pensi a quanto potrebbe essere doloroso per te doverle lasciare, a quanto sarebbe doloroso per loro vederti andare via. E allora ci provi, cerchi qualche pensiero positivo, che ti dia forza, lo cerchi nelle piccole cose. Sei anche arrabbiata, guardi quel corpo, quasi lo odi... lui che per tanti anni ti ha accompagnata, ora ti tradisce, ti abbandona, non lo riconosci più. Vorresti farlo sparire e prenderne uno nuovo. Ma non si può fare!

Allora cerchi la forza nel ricordo delle persone a te molto care, che non ci sono più... pensi che anche loro avrebbero voluto lottare ma non lo hanno fatto, oppure non ci sono riuscite oppure ci hanno provato, ma è andata male. Ora tocca a te, provaci... forse sei in tempo... forse... forse puoi farcela!

Le parole che hai intorno ti vogliono aiutare con parole, presenza, incoraggiamenti... tu li ascolti con affetto ed educazione e apprezzi il loro sforzo. Comprendi il loro sentirsi impotenti, quasi arrabbiati, indifesi. Ma nel tuo cuore sai che nessuna cosa detta potrà oltrepassare quella soglia di confusione e paura nella quale sei sprofondata. Ogni cosa che accade, d'ora in poi, è un tassello che si aggiunge, un mattoncino che si sovrappone all'altro. Affetto, vicinanza, sguardi, pensieri, lacrime... ti daranno quella spinta che farà partire il motore della sopravvivenza. Sarà un motore rumoroso, ma incerto, un suono percepibile solo da dentro.

Ti aggrapperai a coloro che possono salvarti... i medici, gli infermieri, le persone che possono curarti o provare a farlo. Alcuni di loro saranno figure di passaggio, tante, tantissime... altri saranno veri punti di riferimento, i fari della tua esistenza.

Ti aggrapperai ad ogni singola parola, avvertirai i toni di rassegnazione o di speranza nella loro voce. Affiderai a loro la tua vita, aprirai il tuo cuore, imparerai a fidarti, a comprendere che sono lì per salvarti.

A patto di qualsiasi sofferenza o compromesso. Farai di tutto, affronterai il dolore, ferite, risposte, farmaci devastanti, esami invasivi e grandi prove fisiche... senza mai perdere di vista l'obiettivo finale... la guarigione! Passeranno giorni, notti, mesi, anni... sarai mutilato, il tuo corpo cambierà aspetto, le tue forze cambieranno, vivrai di farmaci, controlli, visite, appuntamenti, ore da trascorrere nei corridoi degli ospedali, aspettando il tuo turno. Impazzirai nel turbine delle prenotazioni, passando ore eterne al telefono o fuori ad una stanza, aspettando con ansia la risposta positiva che speri di ricevere. Ci saranno alti e bassi, più spesso i bassi! Molte persone ti chiederanno consigli e tu inizierai a darli, perché conoscerai bene la confusione e l'incertezza. Farai parte di gruppi facebook, gruppi dedicati a chi vive la tua stessa situazione e comprenderai che in fondo non sei sola, ma sarà una magra consolazione. E ogni tanto qualcuno dei tuoi compagni di viaggio non ce la farà, e allora dovrai fare molta attenzione a non cadere nel tranello del lato oscuro, a non perdere la speranza. Col passare degli anni ti accorgerai di essere cambiato fisicamente e psicologicamente. Guarderai le foto del passato senza riconoscerti. Questo farà male, ma è la realtà. Finché inizierai a pensare che sei fortunata, perché, nonostante tutto, sei qui a raccontarlo, anche se acciaccata, con la vita organizzata tra visite, controlli, farmaci giornalieri. Veleni che tutto sommato ti hanno fatto arrivare fin qui, che nonostante tutto fino ad ora ti hanno salvato la vita.

Passati tanti anni arrivi ad un punto in cui sai che in fondo non ne uscirai mai, che sarai sempre un malato oncologico, anche se in remissione. Quando meno te lo aspetti, i tuoi pensieri tornano a ciò che hai vissuto, a cosa hai provato, alle persone che hai conosciuto, a coloro che hanno iniziato con te e ora non ci sono più... pensi ai volti di tutti loro... a tutte le parole dette e a tutte quelle non dette, a ciò che ti ha colpito di più, a cosa ti ha lasciato e a quanto sei stata forte e tenace a superare questa tempesta.

Nessuna persona che è stata al tuo fianco, può capire fino in fondo cosa c'è nella tua anima, il dolore provato, la sofferenza, la tristezza... la paura!

Quella paura che ogni tanto continua ad affacciarsi, fa capolino... e tu cerchi di scacciarla...

Io ho chiuso tutto in un cassetto immaginario, sta tutto lì dentro, ogni tanto lo apro, sbircio, ma richiudo subito.

Ora non voglio guardare!

Ora merito quel poco di serenità faticosamente conquistata!

La vita è cambiata.

Forse diventi anche migliore, perché quelle sfaccettature fondamentali che abbiamo nell'anima, prima erano invisibili al tuo cuore e ai tuoi occhi... ora fanno parte di te!

Laura

Grazie, Laura, per aver aperto il tuo cassetto immaginario e aver condiviso con noi questa tempesta e questa rinascita. Le tue parole sono un dono prezioso per tutte le donne che stanno affrontando lo stesso percorso. 💙

Se anche tu hai una storia da raccontare, se vuoi condividere la tua esperienza o semplicemente parlare con qualcuno, Tu Vivi è qui.

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